Attualità

CERN e Pure Storage: lo storage flash per accelerare la ricerca scientifica



Indirizzo copiato

Nell’ambito di CERN openlab, prende forma un progetto di modernizzazione dell’infrastruttura dati basato su storage flash ad alta densità per le crescenti esigenze di High Performance Computing 

Pubblicato il 2 apr 2025



storage flash HPC

Pure Storage ha annunciato una partnership con il CERN, il laboratorio europeo per la fisica delle particelle, per valutare come la tecnologia flash possa supportare le crescenti esigenze di High Performance Computing (HPC) legate agli esperimenti condotti al Large Hadron Collider (LHC). La collaborazione, avviata nell’ambito del programma CERN openlab, punta a studiare le potenzialità della tecnologia DirectFlash in contesti caratterizzati da carichi computazionali intensivi e volumi dati su scala exabyte.

Il CERN genera enormi quantità di dati attraverso i propri esperimenti di fisica delle alte energie, dati che devono essere acquisiti, archiviati e resi accessibili in modo efficiente per consentire l’analisi da parte della comunità scientifica. In questo scenario, le soluzioni di storage tradizionali cominciano a rappresentare un collo di bottiglia, rallentando i processi di calcolo. La sostituzione delle tecnologie legacy con la piattaforma dati di Pure Storage promette di incrementare densità, prestazioni ed efficienza energetica, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del laboratorio.

Una nuova generazione di storage per HPC e Grid Computing

La collaborazione si inserisce in un progetto pluriennale che ha l’obiettivo di ottimizzare l’infrastruttura storage del CERN, integrando la tecnologia flash all’interno dello stack applicativo utilizzato per i workload di HPC e Grid Computing. Le valutazioni in corso sono orientate a misurare benefici concreti in termini di risparmio energetico e miglioramento delle performance, in vista delle future sfide poste dal programma High-Luminosity LHC (HL-LHC).

“Insieme con CERN openlab stiamo estendendo i limiti di ciò che è possibile fare negli ambienti HPC e Grid Computing che sono al servizio dei workflow scientifici più avanzati. Con l’integrazione della nostra tecnologia allo stato dell’arte nel sistema storage distribuito su larga scala del CERN, CERN openlab si prepara a gestire volumi di dati senza precedenti con livelli inediti di velocità e affidabilità permettendo ai ricercatori di affrontare le straordinarie sfide che nasceranno nell’era dell’High-Luminosity Large Hadron Collider (HL-LHC)”, ha dichiarato Rob Lee, CTO di Pure Storage.

Dal canto suo, il CERN punta a sperimentare nuove architetture di conservazione dati che possano fungere da riferimento per altri istituti di ricerca. “Ci aspettiamo che questa partnership produca importanti frutti nel comprendere il futuro della conservazione dei dati scientifici. Per prima cosa prevediamo di integrare questa tecnologia nel nostro sistema storage distribuito su larga scala e di riuscire a fornire i dati in maniera molto più efficace ottenendo un modo per scalare le prestazioni storage al di là di quanto è oggi possibile. In secondo luogo qui al CERN contiamo di dare il via a una nuova generazione di scoperte rivoluzionarie nella fisica delle alte energie dimostrando alla comunità scientifica le potenzialità che il miglioramento delle capacità storage offre per accelerare la velocità dell’innovazione e delle scoperte negli istituti di ricerca di tutto il mondo”, ha commentato Luca Mascetti, Storage CTO di CERN openlab.

Speciale Digital Awards e CIOsumm.it

Tutti
Update
Keynote
Round table
Video
Digital360Awards e CIOsumm.it, i momenti salienti
Approfondimenti
La sinergia tra CIO e CISO trasforma la cybersecurity in un obiettivo di business strategico
Approfondimenti 
Etica dell’innovazione tecnologica per i CIO: prima chiedersi perché. Poi definire cosa e come
Eventi
Digital360 Awards e CIOsumm.IT, ecco i progetti vincitori
Tavola rotonda
Evoluzione del CIO: da centro di costo a motore strategico del business
Tavola rotonda
Business Process Augmentation: dall’RPA alla GenAI… il dato e tratto
Approfondimenti
Sistemi digitali potenziati: l’intelligenza dei chatbot è nelle mani dei CIO
Tavola rotonda
Intelligenza collaborativa e AI: sfide e opportunità per i CIO nell’era dello Human to Machine (H2M) 
Approfondimenti
Open Source: collaborazione e innovazione nel caos apparente del software libero 
Metodologie
BANI: che cos’è e come l’AI può aiutare i CIO a gestire la felicità (e l’infelicità) dei talenti
Prospettive
AI in un mondo complesso. Tra ordine e disordine, le aziende iniziano a capire la giusta via
Approfondimenti
Intelligenza Umana vs Intelligenza Artificiale insieme. Non invece
Eventi
Digital360 Awards e CIOsumm.IT, al via l’evento conclusivo
Video
Digital360Awards e CIOsumm.it, i momenti salienti
Approfondimenti
La sinergia tra CIO e CISO trasforma la cybersecurity in un obiettivo di business strategico
Approfondimenti 
Etica dell’innovazione tecnologica per i CIO: prima chiedersi perché. Poi definire cosa e come
Eventi
Digital360 Awards e CIOsumm.IT, ecco i progetti vincitori
Tavola rotonda
Evoluzione del CIO: da centro di costo a motore strategico del business
Tavola rotonda
Business Process Augmentation: dall’RPA alla GenAI… il dato e tratto
Approfondimenti
Sistemi digitali potenziati: l’intelligenza dei chatbot è nelle mani dei CIO
Tavola rotonda
Intelligenza collaborativa e AI: sfide e opportunità per i CIO nell’era dello Human to Machine (H2M) 
Approfondimenti
Open Source: collaborazione e innovazione nel caos apparente del software libero 
Metodologie
BANI: che cos’è e come l’AI può aiutare i CIO a gestire la felicità (e l’infelicità) dei talenti
Prospettive
AI in un mondo complesso. Tra ordine e disordine, le aziende iniziano a capire la giusta via
Approfondimenti
Intelligenza Umana vs Intelligenza Artificiale insieme. Non invece
Eventi
Digital360 Awards e CIOsumm.IT, al via l’evento conclusivo

Articoli correlati

Articolo 1 di 5