Il resource management è diventato un elemento fondamentale per le aziende che intendono massimizzare i benefici del cloud computing.
Il cloud resource management si configura come un processo continuo di monitoraggio, allocazione e ottimizzazione delle risorse all’interno di ambienti cloud pubblici, privati o ibridi. L’obiettivo primario è garantire che le risorse cloud vengano utilizzate in modo efficiente, evitando sprechi e massimizzando il ritorno sugli investimenti.
Le piattaforme cloud più diffuse offrono funzionalità integrate di gestione delle risorse, sfruttando le API per consentire la comunicazione tra i server e le varie risorse cloud, raccogliendo dati su azioni eseguite, metriche di performance, eventi significativi e configurazioni. Tali informazioni vengono poi analizzate e presentate in dashboard centralizzate, fornendo agli amministratori IT una visione completa dello stato e delle prestazioni delle risorse cloud. Questo approccio consente di prendere decisioni informate sulla gestione dei carichi di lavoro, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e prevenendo potenziali sovraccarichi.
I vantaggi del cloud resource management
L’implementazione di solide pratiche di cloud resource management offre numerosi vantaggi alle aziende.
Innanzitutto, permette di realizzare risparmi sui costi. Spesso le aziende sovrallocano risorse per garantire prestazioni ottimali, risultando in capacità inutilizzata e costi superflui. Gli strumenti di gestione delle risorse cloud monitorano l’utilizzo effettivo e adattano dinamicamente le allocazioni in base alla domanda reale. Ciò si traduce in un modello di “pay-per-use” più accurato, dove si paga solo per le risorse effettivamente necessarie. Inoltre, le funzionalità di scaling automatico consentono di adeguare rapidamente le risorse in base ai picchi di domanda, evitando costi per risorse inutilizzate nei periodi di minor carico.
Un altro vantaggio chiave è la maggiore flessibilità e scalabilità. Gli strumenti di gestione delle risorse cloud monitorano costantemente l’utilizzo e le prestazioni delle applicazioni, scalando automaticamente le risorse quando necessario. Ciò è particolarmente utile durante periodi di traffico elevato o aumenti improvvisi del carico di lavoro, garantendo che le applicazioni abbiano sempre risorse sufficienti per funzionare in modo ottimale. Questa flessibilità supporta anche il rapido avvio di nuovi progetti o servizi, consentendo alle aziende di adattarsi velocemente ai cambiamenti del mercato.
Strategie di implementazione per il cloud resource management
Per implementare una gestione efficiente delle risorse cloud, le aziende devono adottare strategie mirate che bilancino l’ottimizzazione dei costi con il miglioramento delle prestazioni.
Un approccio fondamentale è l’implementazione di politiche di tagging coerenti e dettagliate. Assegnando tag appropriati alle risorse cloud, le organizzazioni possono tracciare con precisione l’utilizzo e i costi associati a specifici progetti, dipartimenti o ambienti (sviluppo, test, produzione). Questa visibilità granulare permette di identificare rapidamente aree di spreco o inefficienza, facilitando decisioni informate sull’allocazione delle risorse.
Un’altra strategia chiave è l’utilizzo di strumenti di analisi predittiva e machine learning per ottimizzare l’allocazione delle risorse. Questi sistemi avanzati possono analizzare i pattern storici di utilizzo, prevedere i picchi di domanda futuri e suggerire automaticamente adeguamenti nelle allocazioni delle risorse. Ciò non solo migliora l’efficienza operativa, ma riduce anche il rischio di sovra-provisioning o sotto-provisioning delle risorse, con conseguente ottimizzazione dei costi e delle prestazioni.
L’implementazione di politiche di lifecycle management è un’altra componente cruciale per una gestione efficiente delle risorse cloud. Queste politiche definiscono regole automatizzate per la gestione del ciclo di vita delle risorse, dalla creazione alla dismissione. Ad esempio, possono essere configurate regole per spegnere automaticamente le istanze di sviluppo e test durante le ore non lavorative, o per eliminare snapshot e backup obsoleti dopo un determinato periodo.
Un’altra strategia efficace è l’adozione di architetture serverless e container per ottimizzare l’utilizzo delle risorse. Queste tecnologie consentono una granularità più fine nell’allocazione delle risorse, pagando solo per il tempo di esecuzione effettivo del codice o dei container. Ciò può portare a notevoli risparmi, specialmente per carichi di lavoro variabili o intermittenti.
Cloud Governance: perché è importante per il controllo delle risorse
L’implementazione di una robusta cloud governance è essenziale per garantire un controllo efficace delle risorse cloud e allineare l’utilizzo del cloud con gli obiettivi strategici dell’azienda.
Questo processo implica una valutazione approfondita dell’infrastruttura degli ambienti di sviluppo basati su cloud, delle risorse cloud utilizzate quotidianamente dai team di sviluppo, e della configurazione e sicurezza dei carichi di lavoro in produzione. Tale analisi fornisce una base solida per definire politiche di governance mirate e pertinenti.
Le politiche di cloud governance possono essere classificate in tre categorie principali:
- Controllo dei costi
- Igiene
- Conformità
Le politiche di controllo dei costi mirano a ridurre le spese cloud attraverso misure come lo spegnimento automatico delle risorse non utilizzate durante le ore non lavorative e l’eliminazione di risorse di test non utilizzate entro un determinato periodo. Per quanto riguarda le politiche di igiene, queste si concentrano sulla pulizia di risorse obsolete per mantenere un ambiente cloud ordinato, mentre le politiche di conformità garantiscono che le configurazioni delle risorse cloud rispettino gli standard di sicurezza e le normative del settore.
L’importanza del tagging nella gestione dei costi e della sicurezza
Il tagging delle risorse cloud si è affermato come uno strumento indispensabile per una gestione efficace dei costi e della sicurezza in ambienti cloud sempre più complessi e distribuiti. Secondo l’analisi di Gartner (Gartner, Improve Cloud Management with effective resource tagging), l’implementazione di una strategia di tagging ben strutturata può portare a miglioramenti significativi sia nell’allocazione dei costi che nella governance della sicurezza.
Per quanto riguarda la gestione dei costi, i tag consentono un’allocazione precisa delle spese, associando le risorse a specifici progetti, dipartimenti o centri di costo. Questo livello di granularità permette alle organizzazioni di ottenere una trasparenza finanziaria senza precedenti, facilitando l’identificazione di sprechi e opportunità di ottimizzazione. Gartner riporta che alcune aziende hanno registrato riduzioni dei costi fino al 20% dopo l’implementazione di strategie di tagging avanzate.
Sul fronte della sicurezza, i tag svolgono un ruolo cruciale nel categorizzare le risorse in base alla loro sensibilità o ai requisiti normativi, facilitando l’applicazione automatizzata delle policy e l’esecuzione di audit di sicurezza. Questo approccio permette di implementare controlli di sicurezza mirati e di rispondere più rapidamente alle minacce, con alcune organizzazioni che riportano una riduzione del 40% nei tempi di risposta agli incidenti di sicurezza.
Tuttavia, Gartner sottolinea che l’efficacia del tagging dipende fortemente dalla qualità e dalla coerenza dei dati. La ricerca evidenzia che molte organizzazioni faticano a mantenere una strategia di tagging coerente nel tempo, con il 60% delle aziende che riporta problemi di inconsistenza dei tag dopo 12 mesi dall’implementazione iniziale.
Per affrontare questa sfida, Gartner raccomanda l’adozione di un approccio strutturato che includa audit regolari, automazione nell’applicazione dei tag e formazione continua del personale. Inoltre, la ricerca sottolinea l’importanza di considerare la compatibilità multicloud nella definizione della strategia di tagging, dato che molte organizzazioni operano in ambienti cloud ibridi o multi-provider.
Strategie efficaci di tagging per il resource management del cloud
L’implementazione di strategie di tagging efficaci è fondamentale per un resource management ottimale in ambiente cloud, come evidenziato dalla ricerca di Gartner. L’analisi propone un framework strutturato in quattro fasi chiave:
- Definizione
- Audit
- Automazione
- Applicazione
Nella fase di definizione, è importante sviluppare un dizionario di tagging completo, che includa non solo i tag obbligatori ma anche quelli opzionali, fornendo una guida chiara su come e quando utilizzarli.
La fase di audit è cruciale per mantenere l’integrità della strategia nel tempo. L’automazione gioca un ruolo fondamentale nel successo della strategia di tagging. La fase finale di applicazione (enforcement) è essenziale per garantire l’aderenza alla strategia di tagging.
Un aspetto critico evidenziato nella ricerca è l’importanza della flessibilità nella strategia di tagging. Si consiglia, in tal senso, di rivedere e aggiornare regolarmente il dizionario di tagging per adattarsi alle mutevoli esigenze aziendali e tecnologiche. Secondo l’analisi di Gartner, le organizzazioni che hanno adottato un approccio dinamico alla gestione dei tag, con revisioni trimestrali, hanno riportato una maggiore soddisfazione degli stakeholder e una migliore allineamento tra il tagging e gli obiettivi aziendali in evoluzione.
Piattaforme CFM per resource management cloud: le soluzioni leader del mercato
Il mercato delle piattaforme di Cloud Financial Management (CFM) per il cloud resource management sta vivendo una fase di rapida evoluzione e crescita. Questo trend riflette la crescente necessità delle aziende di ottimizzare i costi e massimizzare il valore dei loro investimenti nel cloud computing.
Le piattaforme CFM si sono evolute da semplici strumenti di gestione dei costi a soluzioni sofisticate che integrano funzionalità di pianificazione finanziaria, ottimizzazione delle risorse e analisi predittiva. I leader di mercato si distinguono per la capacità di offrire una visione completa e granulare dei costi cloud, supportare scenari multicloud e ibridi, e fornire insights actionable per migliorare l’efficienza operativa e finanziaria.
Tra le funzionalità chiave richieste dal mercato emergono il rilevamento delle anomalie di costo, la gestione degli impegni finanziari (come le istanze riservate), l’ottimizzazione del dimensionamento delle risorse e la capacità di correlare i costi cloud con le metriche di business.
L’integrazione dell’intelligenza artificiale e del machine learning sta giocando un ruolo sempre più importante, consentendo analisi più sofisticate e previsioni più accurate. Tuttavia, come sottolineato nel report di Gartner (Gartner, Magic Quadrant for Cloud Financial Management Tools), l’adozione di una piattaforma CFM da sola non è sufficiente per affrontare la maggior parte delle esigenze aziendali in questo spazio. Il Cloud Financial Management deve essere affrontato con un mix di processi e strumenti, non semplicemente acquistando una soluzione software.
In questo contesto, tre vendor emergono come leader di mercato secondo il Magic Quadrant di Gartner: IBM, Flexera e Broadcom (VMware). Queste aziende si distinguono per la completezza della loro visione e la capacità di esecuzione, offrendo soluzioni mature e innovative che rispondono alle esigenze complesse delle grandi organizzazioni.
IBM
IBM si posiziona come leader nel Magic Quadrant di Gartner per le soluzioni CFM, grazie alla sua piattaforma Cloudability, acquisita con l’acquisizione di Apptio nel 2023. La soluzione si distingue per la sua capacità di gestire workload su AWS, Azure, Google Cloud Platform e Oracle Cloud Infrastructure, offrendo una suite completa di funzionalità per l’ottimizzazione dei costi e resource management del cloud.
Secondo l’analisi di Gartner, IBM eccelle particolarmente nella pianificazione finanziaria del cloud, superando molti altri vendor del mercato. La piattaforma offre capacità avanzate di previsione della spesa, che si traducono in una maggiore accuratezza nella previsione dei budget e in un migliore supporto per i team finanziari nella gestione dei budget cloud.
Un altro punto di forza significativo è la capacità di IBM di mappare il contesto aziendale sui costi cloud. Le funzionalità di unit economics permettono alle aziende di collegare i costi cloud agli obiettivi di business, fornendo una visione più completa e strategica dell’utilizzo delle risorse cloud. Questo aspetto è particolarmente apprezzato dai decision maker che cercano di allineare gli investimenti IT con gli obiettivi aziendali.
Tuttavia, Gartner evidenzia anche alcune aree di attenzione per IBM. In primo luogo, c’è una certa incertezza riguardo alla roadmap futura, in particolare per quanto riguarda l’integrazione completa di Cloudability con Turbonomic, un’altra acquisizione di IBM nel campo del resource management. Questa incertezza potrebbe creare confusione tra i clienti riguardo alla direzione futura della piattaforma.
Inoltre, la gestione automatizzata degli impegni, derivante dall’acquisizione di Cloudwiry, è attualmente limitata ad AWS e non è ben integrata con il resto della piattaforma Cloudability. Questo potrebbe rappresentare una limitazione per le organizzazioni che utilizzano ambienti multi-cloud.
Flexera
Anche Flexera si posiziona tra i leader del Magic Quadrant di Gartner dedicato alle soluzioni CFM, con la sua piattaforma Flexera One. L’azienda è entrata in questo mercato attraverso l’acquisizione di RightScale nel 2018 e di RISC Networks nel 2019, integrando le loro soluzioni nella piattaforma Flexera One.
Questa piattaforma è disponibile esclusivamente come soluzione SaaS, spiccando per il suo supporto all’analisi della migrazione cloud-to-cloud. La piattaforma offre funzionalità estese per l’analisi di scenari “what-if” nella migrazione, consentendo alle organizzazioni di valutare accuratamente i costi e i benefici di diverse strategie di migrazione tra cloud provider. Questa capacità è particolarmente preziosa in un contesto in cui molte aziende stanno considerando strategie multicloud o di ottimizzazione dei costi attraverso la migrazione tra provider.
Un altro punto di forza significativo di Flexera è l’integrazione con le sue capacità di IT Asset Management (ITAM) e gestione delle licenze. La piattaforma Flexera One offre una forte integrazione con queste funzionalità, permettendo una comprensione più completa del costo totale di proprietà (TCO) dei workload. Questo approccio integrato consente alle organizzazioni di ottimizzare non solo i costi diretti del cloud, ma anche quelli relativi alle licenze software e ad altri asset IT, fornendo una visione più olistica della spesa IT.
Passando alle aree che richiedono maggiore attenzione, la soluzione di Flexera mostra alcune limitazioni nella gestione avanzata della fatturazione. Questo aspetto potrebbe essere un punto di debolezza per le organizzazioni che richiedono funzionalità sofisticate di gestione e analisi delle fatture cloud.
Inoltre, la piattaforma mostra alcune lacune nel supporto alla gestione degli impegni finanziari (commitment management). La soluzione CFM non fornisce capacità logiche avanzate necessarie per la gestione degli impegni e manca di supporto per il pooling o la rivendita degli impegni. Questo potrebbe rappresentare una limitazione per le organizzazioni che fanno un uso intensivo di istanze riservate o piani di risparmio
Broadcom (VMware)
Broadcom, attraverso l’acquisizione di VMware nel 2023, si posiziona come leader nel Magic Quadrant di Gartner per le soluzioni di Cloud Financial Management con la sua offerta VMware Tanzu CloudHealth. Questa soluzione, che era già parte del portfolio VMware prima dell’acquisizione da parte di Broadcom, fornisce capacità di CFM per workload su AWS, Microsoft Azure, Google Cloud Platform, Oracle Cloud Infrastructure e Alibaba Cloud, oltre a supportare VMware Cloud e workload on-premises.
VMware Tanzu CloudHealth si distingue per la sua capacità di offrire funzionalità CFM generali su un’ampia gamma di ambienti cloud, con un’integrazione particolare con VMware Aria Operations per il supporto degli ambienti VMware.
Come evidenziato nell’analisi di Gartner, la piattaforma eccelle particolarmente nella gestione dei costi delle infrastrutture IaaS core. Gartner sottolinea che VMware Tanzu CloudHealth ottiene buoni punteggi nell’ottimizzazione dei workload IaaS e nel reporting e allocazione dei costi per le risorse di infrastruttura cloud. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto per le organizzazioni con grandi deployment di macchine virtuali, che rappresentano ancora una parte significativa dei workload cloud in molte aziende.
Un altro punto di forza significativo è il solido supporto per le operazioni multi-cliente. VMware Tanzu CloudHealth è ampiamente utilizzato da rivenditori e managed service provider per fornire servizi CFM ai clienti finali. Questa caratteristica aumenta la probabilità che le aziende possano combinare l’uso della piattaforma con servizi di gestione di terze parti, offrendo maggiore flessibilità e opzioni di implementazione.
Tra le aree di attenzione, è importante evidenziare che negli ultimi anni VMware Tanzu CloudHealth non ha mantenuto il passo con alcuni dei concorrenti in termini di rilascio di nuove funzionalità, in particolare per quanto riguarda l’ottimizzazione dei costi per i servizi PaaS cloud-native e la pianificazione finanziaria del cloud. Questo potrebbe rappresentare una limitazione per le organizzazioni che stanno rapidamente adottando architetture cloud-native e che richiedono funzionalità avanzate di pianificazione finanziaria.
Stando all’analisi di Gartner, inoltre, la piattaforma mostra alcune limitazioni nelle capacità di autoremediation. VMware Tanzu CloudHealth fornisce un set limitato di azioni di remediation out-of-the-box e si aspetta principalmente che l’utente implementi la remediation. Sebbene siano previsti miglioramenti in fase beta, questa limitazione potrebbe essere un punto debole per le organizzazioni che cercano soluzioni più automatizzate per l’ottimizzazione dei costi.