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Modernizzazione applicativa: il valore di un approccio progressivo e dell’AI generativa



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La metodologia di Pragma per l’evoluzione del parco software aziendale prevede un percorso per step graduali, dove gli strumenti di intelligenza artificiale servono come acceleratori a supporto dell’expertise umana

Pubblicato il 16 giu 2026



Modernizzazione Applicativa
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Le aziende si trovano oggi a gestire un patrimonio applicativo eterogeneo e stratificato, dove convivono soluzioni legacy e servizi in cloud. Con l’esplosione dell’AI generativa, che semplifica e velocizza le attività di sviluppo software, la tentazione potrebbe essere “riscrivere tutto da capo”.

Tuttavia, secondo Pragma Management Systems, società del Gruppo Engineering, partner di IBM dal 1995, la strada è un’altra: bisogna infatti ragionare sul valore delle singole applicazioni e scegliere per ciascuna il percorso evolutivo più efficace, valorizzando l’esistente. La modernizzazione applicativa è prima di tutto una scelta architetturale e di business, guidata da competenze, metodologia ed esperienza progettuale. L’intelligenza artificiale servirà per accelerare il processo, basato però su riflessioni e decisioni consapevoli.

“Non serve – spiega il Chief Technical Officer Alberto Todeschini – riscrivere l’intero parco applicativo. Piuttosto bisogna analizzare il contesto e comprendere dove la modernizzazione possa restituire vantaggi concreti e dove invece convenga mantenere le applicazioni esistenti, rendendole però più facilmente fruibili e integrabili con i nuovi sistemi”.

L’approccio progressivo e il supporto dell’AI

Insomma, contro la complessità e per l’evoluzione del parco software, Pragma raccomanda un approccio ragionato e graduale, dove non esiste la soluzione “one-fits-all” e dove l’intelligenza artificiale interviene a più livelli, ma sempre a supporto e mai in sostituzione dell’esperienza umana.

Come evidenzia Todeschini – “Il nostro valore risiede nella capacità di affiancare le organizzazioni nell’adozione dell’AI, progettando soluzioni sulle esigenze del business, capaci di integrare le tecnologie più adatte e migliorare i processi aziendali.” Si tratta di ascoltare e comprendere le necessità applicative dell’azienda e arrivare con una proposta puntuale, grazie a un mix bilanciato di know-how e acceleratori AI.

Alberto Todeschini, Chief Technical Officer di Pragma Management Systems

“Bisogna optare – suggerisce Todeschini descrivendo la metodologia di Pragma – per un percorso a pattern progressivi, fatto di interventi mirati, consolidamento delle funzionalità e valorizzazione degli asset esistenti”.

Innanzitutto, si punta a ridurre la complessità, consolidando le funzioni frammentate in molteplici tool acquistati negli anni. Qui l’intelligenza artificiale semplifica l’analisi del patrimonio applicativo, contribuendo a individuare le sovrapposizioni funzionali e le opportunità di ottimizzazione.

Un altro step riguarda la scomposizione e trasformazione dei sistemi monolitici. Migliorando la comprensione della struttura applicativa, gli strumenti AI permettono di identificare le diverse componenti funzionali e suggerire percorsi di evoluzione verso architetture basate su microservizi e modelli distribuiti.

Tra le sfide della modernizzazione, Todeschini cita anche il recupero del patrimonio informativo. Molte aziende infatti si trovano a gestire software sviluppati anni o decenni prima, che spesso sono privi di una documentazione aggiornata o completa. L’AI permette di analizzare il codice e generare documenti tecnici per il team IT o descrizioni funzionali utili agli utenti di business. Un’operazione complessa specialmente in ecosistemi storici come IBM iSeries / AS400.

La tecnologia IBM a supporto del ciclo di vita applicativo

Nell’approccio strategico di Pragma, un ruolo centrale è affidato alla tecnologia e in particolare a BOB, l’ambiente di sviluppo AI-first sviluppato da IBM per il Software Development Lifecycle.

“BOB non è solo un acceleratore per la produzione di codice, ma interviene attivamente a supporto di tutto il ciclo di vita dell’applicazione” – evidenzia Todeschini, dettagliando successivamente il raggio d’azione dell’assistente ai IBM.

Analisi approfondita dell’As-Is

Nelle prime fasi del progetto, BOB supporta i team tecnici nella mappatura e nella comprensione degli ambienti legacy. L’applicazione analizza le righe di codice esistenti, ne esplicita le logiche e ne genera la documentazione. Questo consente di ridurre i tempi di raccolta dei requisiti, offrendo una base oggettiva su cui pianificare l’evoluzione (tramite API, microservizi o migrazioni in cloud).

Quality Assurance e ottimizzazione nativa del codice

Uno dei principali punti di forza di BOB risiede nella sua capacità di validazione preventiva. “BOB – precisa Todeschini – permette di eseguire cicli automatici di controllo qualità direttamente alla fonte. Così è possibile scoprire tempestivamente vulnerabilità, bug o inefficienze strutturali prima ancora che il codice venga distribuito sui sistemi di test del cliente. Forniamo così un semilavorato software che è già stato ottimizzato e messo in sicurezza all’origine”.

Efficienza computazionale ed economica nel backend

Inoltre, BOB integra funzioni avanzate per l’ottimizzazione del prompting e la gestione intelligente dei modelli linguistici (LLM). L’applicazione seleziona dinamicamente nel backend l’algoritmo più corretto in base alla complessità della richiesta dell’utente, ottimizzando drasticamente il consumo di token e garantendo all’azienda maggiore efficienza.

Sicurezza del dato e approccio Human-in-the-Loop

Tuttavia, a fronte di tanti vantaggi, l’introduzione della GenAI nei processi IT core – e in particolare nelle attività di modernizzazione applicativa – solleva interrogativi sulla riservatezza dei dati. Ecco perché Pragma promuove una forte sinergia non solo con i team applicativi, ma anche con i responsabili della sicurezza e delle infrastrutture dei clienti.

Le aziende infatti esigono la certezza che il proprio codice non venga esposto all’esterno o utilizzato per addestrare modelli pubblici. Todeschini afferma che, sfruttando le garanzie native dell’architettura IBM, Pragma è in grado di garantire un utilizzo consapevole e protetto del dato, in ambienti on-premise e ibridi.

Oltre alla sicurezza, un altro punto saldo della società sono le competenze e l’expertise. Infatti, nonostante l’elevata automazione offerta dalle soluzioni AI nei processi di modernizzazione applicativa, Pragma declina l’uso dell’intelligenza artificiale secondo il paradigma Human-in-the-Loop. 

“Sebbene BOB – ribadisce Todeschini – sia così evoluto da poter assolvere l’intera riscrittura o la correzione automatica del software, la nostra filosofia si posiziona fermamente sul controllo umano. L’AI serve per accelerare le operazioni, ma il professionista esperto è inserito stabilmente all’interno di ogni singolo ciclo: dall’analisi iniziale alla modifica, dalla scrittura alla cancellazione, fino alla validazione finale”.

Per approfondire il tema della modernizzazione applicativa, partecipa alla tavola rotonda di Pragma Management Systems all’evento IBM “Tech Excellence | Quando la tecnologia genera successo” del 7 luglio a Vicenza.

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